Alunni BES: significato di PEI, da non confondere con PDP

Gli alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali) sono seguiti in maniera diversa e molto più attenta rispetto a tutti gli altri. All’inizio di ogni anno scolastico viene redatto un documento con il percorso per questi alunni, il documento in questione è il Piano Educativo Individualizzato (PEI) per quanto riguarda alunni che presentano disabilità, che non deve essere confuso con il Piano Didattico Personalizzato (PDP) che si rivolge ad alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA).



PEI – Piano Educativo Individualizzato

Il PEI è obbligatorio ai sensi della Legge 104/92 e del DPR 24/2/94 quando ci sono casi di alunni con disabilità intellettiva, disabilità motoria, disabilità sensoriale, pluridisabilità e disturbi neuropsichici accertati. Il PEI è redatto dalla scuola e dai servizi socio-sanitari che seguono il bambino in maniera congiunta. Le azioni previste dal piano educativo individualizzato devono essere coerenti con quanto indicato nella certificazione della disabilità, e nei documenti dove sono esplicitate la diagnosi e il profilo dinamico funzionale. Alla redazione del PEI è obbligata a collaborare anche la famiglia così come previsto dal DPR 24/2/94 che definisce i contenuti in maniera generale, gli Accordi di programma stabiliscono invece qual è l’articolazione dettagliata. Scuola e servizi socio-sanitari scelgono quali modelli e strumenti utilizzare per compilare il PEI, i due soggetti sono corresponsabili della redazione.

Alunni BES

PDP – Piano Didattico Personalizzato

La Legge 170/10 ha introdotto l’obbligo del PDP per gli alunni con DSA anche se nelle Linee Guida non viene adottata la definizione di “PDP”. I disturbi specifici dell’apprendimento sono dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. A differenza del PEI, il PDP viene redatto solo dalla scuola che può chiedere il supporto degli esperti ma non c’è corresponsabilità. Le azioni del Piano Didattico Personalizzato vengono stabilite in base alla Certificazione della DSA che i genitori consegnano alla scuola. La famiglia ha un ruolo attivo nella redazione del piano e i contenuti minimi sono stabiliti dalle Linee Guida DSA (2011). La scuola è libera di scegliere i modelli e gli strumenti più efficaci per costruire il PDP.

Alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES)

Per quanto riguarda gli alunni con altri BES non c’è alcun obbligo relativo alla stesura del PDP, si stratta di un atto a discrezione della scuola quando individua alunni con altri bisogni educativi speciali. Nello specifico ci sono alcune tipologie di disturbo non previste nella Legge 170/2010, inoltre si possono presentare casi di alunni con iter diagnostico di DSA non ancora completato, alunni con svantaggio socioeconomico o svantaggio socioculturale. La scuola è responsabile della redazione del documento e può chiedere il supporto il esperti. Il documento tiene conto anche di relazioni cliniche o certificati di diagnosi forniti dalla famiglia che ha sempre un ruolo importante.



Il PDP per gli alunni con BES è proprio il risultato della collaborazione scuola-famiglia. La normativa (Circolare Ministeriale 8 del 6 marzo 2013) non indica quali sono i contenuti minimi e la scuola può adottare modelli e strumenti che ritiene idonei.

 

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