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Anief operazione verità: personale in organico e classi pollaio

Anief da il via all’operazione verità, una indagine che coinvolge le RSU per la verifica dell’organico del personale docente e del personale ATA, ma anche le classi pollaio, aule affollate con un numero superiore di alunni rispetto a quello consentito.

Organici del personale

Operazione verità: organici personale e le classi pollaio

Anief vuole rispondere con l’operazione verità all’inerzia dell’amministrazione scolastica su temi centrali per la qualità dell’istruzione pubblica, infatti grazie alle rappresentanze sindacali RSU, che hanno portato l’Anief alla rappresentatività nazionale, saranno direttamente i lavoratori, docenti e ATA a dare i numeri reali sugli organici del personale. Il sindacato punta il dito anche sugli organici finti, personale della scuola che si continuano ad assumere sino a giugno per il solo scopo di risparmiare sui mesi estivi e sulle ricostruzioni di carriera, a dispetto anche dell’orientamento dei giudici.



Scatta quindi una importante raccolta di informazioni sulla gestione delle scuole italiane: Anief sta provvedendo ad inviare ai propri RSU eletti tre interpelli diretti ai rispettivi dirigenti scolastici

  • indagare sulle classi pollaio
  • organico di fatto del personale
  • posti in deroga assegnati o non concessi sul sostegno

Questa operazione a detta del giovane sindacato consentirà di stabilizzare tutti quei precari che non hanno avuto la possibilità di sottoscrivere un contratto con scadenza 31 agosto dell’anno successivo, pur lavorando su posti vacanti e disponibili.

“È ora di finirla con il valzer delle riforme che continuano a giocare sulla pelle dei lavoratori – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – mentre serve una soluzione vera che prenda in considerazione e affronti con chiarezza tutta una serie di problematiche che non possono più essere ‘nascoste sotto il tappeto’ attraverso provvedimenti che altro non fanno se non confondere le acque.  Il problema è che non sembra che con la nuova legislatura si sia compreso appieno la situazione che si è andata a delineare in questi anni, perché caratterizzata volutamente, per motivi di cassa pubblica, da una falsa articolazione dell’organico di fatto, nel quale sono state collocate decine di migliaia di posti vacanti e disponibili. Questi, infatti, sarebbero dovuti essere annoverati in organico di diritto e quindi risultare utili sia per la mobilità del personale, sia per le assunzioni a tempo indeterminato”.



“L’apice di questa cattiva prassi tipicamente italiana – aggiunge il presidente Anief – si è toccato con l’assegnazione dei docenti di sostegno, con la Legge 128/2013, che ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati: appena il 70% delle cattedre – circa 100 mila su 150 mila – è assegnata ad un docente di ruolo. Le altre, continuano ad andare a supplenza annuale, malgrado si tratti di posti a tutti gli effetti disponibili. E non interessa se nel frattempo il numero di alunni disabili è quasi raddoppiato. Anche i buoni propositi degli estensori della Buona Scuola e del decreto legislativo 66/2017 si sono perse, per continuare a dare spazio alle ragioni finanziarie rispetto al diritto allo studio degli alunni più deboli. La situazione è ora comunque sottoposta al giudizio del Tar del Lazio che nei giorni scorsi ha fatta sapere di volerci vedere chiaro, chiedendo un’istruttoria al Miur per capire perché, nonostante l’aumento degli alunni disabili, gli organici di sostegno rimangono invariati. E per sapere quanto costa ai cittadini questo andare”.

Di Redazione

La Redazione è costituita principalmente da docenti e da personale Ata in servizio nella scuola dell’infanzia ed in quella di I e II grado. Puoi inviare una comunicazione attraverso il form di contatto.

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