Attività di recupero gratis. Di Meglio (Gilda) è illegittima, deve esserci un compenso aggiuntivo

Dalla Gilda giunge un comunicato stampa sulle attività di recupero gratis, con una nota che rende illegittima questa scelta. Rino Di Meglio puntualizza sulla disposizione del Ministero dell’Istruzione.

Illegittime le attività di recupero gratuite

“Il contratto collettivo nazionale parla chiaro: le attività di recupero devono essere programmate dal Collegio dei Docenti e retribuite utilizzando i fondi del Mof (Miglioramento dell’offerta formativa) e quelli risparmiati dagli esami di Maturità.”

Attività di recupero gratis - Di Meglio: nota illegittima

A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che insieme con gli altri sindacati rappresentativi ha inviato a viale Trastevere una lettera di protesta – “Respingiamo, dunque, al mittente la nota con cui il Ministero dell’Istruzione dispone illegittimamente che, invece, queste ore di servizio vengano prestate a titolo gratuito dai docenti”.

L’orario di lavoro rientra nelle competenze del CCNL

Di Meglio sottolinea che, in base alla normativa vigente, ultima la riforma Madia, l’orario di lavoro rientra nelle competenze del CCNL e definisce la nota del Mi “un intervento a gamba tesa, una netta invasione di campo in un ambito che è riservato al contratto. Evidentemente a causa dell’emergenza sanitaria – continua Di Meglio – al Ministero c’è chi si sente in diritto di autoinvestirsi di pieni poteri”.

Orario delle lezioni e calendario scolastico

“L’orario delle lezioni segue il calendario scolastico regionale e nel periodo che intercorre tra il 1 settembre e l’inizio delle attività didattiche non esiste alcun obbligo contrattuale di garantire l’orario di insegnamento. Se, dunque, interviene la necessità di prestare servizio extra, gli insegnanti devono percepire un compenso aggiuntivo.

La nota emanata dal Ministero dell’Istruzione – avverte il coordinatore nazionale della Gilda – provocherà contenzioso nelle scuole e anche noi ci riserviamo di intraprendere le iniziative legali necessarie per ripristinare un sacrosanto diritto sancito dal CCNL”.

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