Bussetti ed il Sud: Cgil sciopero, Di Maio chieda scusa

Una frase pronunciata dal Ministro Bussetti ha scatenato una polemica senza precedenti. Gli è stato chiesto se sono previste nuove risorse per le scuole meridionali e con fare scocciato Bussetti ha detto che “devono impegnarsi di più”.



Molti non hanno potuto fare a meno di notare un certo disprezzo tipico dei leghisti e di chi pensa alla divisione tra Nord e Sud come alla storia della formica e della cicala. I toni del Ministro Bussetti non sono piaciuti ai docenti del Sud e soprattutto ai militanti meridionali della Lega.

Bussetti

Bussetti: fraintendimento o leggerezza?

Il Ministro Bussetti ha chiarito le sue dichiarazioni, ma non ha chiesto scusa, ha solo parlato di un fraintendimento. Al Corriere della Sera Bussetti ha spiegato che la giornalista era molto insistente e che il tono era infastidito per la situazione che si era venuta a creare e non per le domande. Il Ministro ha sottolineato di non avere nulla contro i meridionali e che questa polemica è come quella sulla parità di genere. Inoltre ha voluto far sapere che ha un capo gabinetto calabrese, un capo segreteria e un capo ufficio legislativo di origini napoletane, a casa espone con fierezza i capolavori di Sante Visco e qualche anno fa è stato premiato dai calabresi.

Di Maio invita Bussetti a fare autocritica

Il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto a muso duro sulla questione sostenendo che i toni del Ministro Bussetti sono stati esagerati. Tutti possono pronunciare delle frasi “infelici” ma è necessario fare un po’ di autocritica perché è il caso di dire “siamo noi al Governo” e ancora “siamo noi che dobbiamo impegnarci di più”. Luigi Di Maio conosce molto bene la realtà della scuola da Nord e Sud e le criticità del settore e ha invitato apertamente Bussetti a chiedere scusa.



Flc-Cgil pensa allo sciopero

Intanto la Flc-Cgil è tornata all’attacco perché le parole del Ministro Bussetti evidenziano una realtà del Sud sbagliata e “caricaturale” e svelano il piano di “regionalismo differenziato” ovvero un progetto di secessione che aggrava le difficoltà delle scuole meridionali e le isola rispetto al contesto nazionale perché crea una frattura nel sistema scolastico. L’istruzione al Sud ha bisogno di maggiori risorse per tutti i gradi di istruzione, dalle scuole materne alle accademie di alta formazione. Al Sud, e anche al Nord, devono essere stabilizzati i precari e tutti i lavoratori sottopagati e sfruttati. Questioni alla base della prossima protesta del sindacato che vuole scendere in piazza.

 

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