Come diventare insegnante di sostegno: specializzazione, concorsi e TFA

La figura dell’insegnante di sostegno è stata introdotta per affiancare e guidare nel percorso formativo scolastico gli alunni che presentano diversi livelli di disabilità. Per diventare insegnante di sostegno bisogna seguire un iter preciso, che è stato modificato e snellito rispetto al passato grazie al D.L. N. 59 del 2017. Esaminiamolo nel dettaglio.



Accesso alla professione di insegnante di sostegno

Il percorso per accedere alla professione di insegnante di sostegno ha subito delle modifiche con la Legge di Bilancio 2019. Rispetto a quanto previsto dal D.L. N. 59 del 2017 per ogni concorso (anche sui posti comuni) è stato eliminato il tirocinio triennale prima dell’immissione in ruolo. Possono accedere al concorso per insegnante di sostegno chi è in possesso della laurea per una delle classi di concorso (DPR n. 19/2016) e dei 24 CFU (discipline antro-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche). Gli aspiranti docenti di sostegno devono partecipare ad un corso di specializzazione, nei prossimi anni ne saranno avviati 3 per un totale di 40mila posti (14mila nel 2019).

Come diventare insegnante di sostegno

Come diventare insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia e primaria

È stato pubblicato il Decreto n. 92 del 08/02/2019 in cui il MIUR ha indicato quali sono i requisiti di accesso per i corsi di specializzazione per il sostegno. I titoli validi sono:

  • Laurea in Scienze della Formazione Primaria;
  • Diploma magistrale (conseguito entro l’a.s. 2001/2002 o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia). Per quanto riguarda il Diploma magistrale, sono validi anche:
  • Diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico;
  • Diploma sperimentale a indirizzo linguistico.

Il diploma di magistrale conseguito dopo l’a.s. 2001/2002 non è un titolo valido per l’accesso all’insegnamento pertanto non è valido, mentre il diploma triennale di scuola magistrale è idoneo per la partecipazione al concorso per scuola dell’infanzia. Sono ammessi con riserva gli aspiranti docenti di sostegno che hanno conseguito il titolo all’estero e hanno presentato la domanda di riconoscimento agli uffici della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e valutazione nazionale del sistema di istruzione.

Come diventare insegnante di sostegno nella scuole medie e superiori

Per diventare insegnante di sostegno nella scuola secondaria di primo o secondo grado, ai sensi della normativa gli aspiranti docenti devono essere in possesso dei seguenti titoli:

  • Abilitazione;
  • Laurea e 24 CFU (discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche);
  • Laurea e 3 annualità di servizio (svolte nel corso degli 8 anni scolastici precedenti, non necessariamente successivi ai sensi dell’art. 2, comma 14, Legge n. 124 del 03/05/1999, n. 124).

Gli ITP (insegnanti tecnico pratici) possono accedere con il diploma mentre sono ammessi con riserva coloro che hanno presentato la domanda di riconoscimento del titolo conseguito all’estero entro il termine per l’inoltro delle  istante per la partecipazione alla selezione.

Il Ministro a da poco firmato il bando per l’attivazione dei corsi universitari TFA di Sostegno, utili a conseguire la specializzazione, per il 2019 circa 14000 posti divisi per diverse università di tutta Italia.

Leggi anche: Come richiedere l’insegnante di sostegno

Prove scritte e orali del concorso

Le prove previste per il superamento del concorso sono quattro (tre sono rivolte ai candidati per il posto comune). Nello specifico, due prove sono scritte ed una è orale. Per chi concorre sui posti di sostegno viene aggiunta un’ulteriore prova scritta a livello nazionale (così come stabilito all’art. 6 del D.L. 59/17). Mentre la prima prova scritta serve a valutare la preparazione dei candidati su singole discipline specifiche che si riferiscono alle loro classi di concorso, la seconda prova scritta ha l’obiettivo di sondare preparazione e competenza dei candidati sulle specifiche discipline acquisite attraverso i 24 CFU. Nella prova orale i candidati devono dimostrare la conoscenza delle discipline che afferiscono alle rispettive classi di concorso, di una lingua straniera (non è necessaria la certificazione, ma almeno l’acquisizione del livello B2) e dei principali strumenti informatici. Per i candidati ai posti su sostegno è prevista una prova aggiuntiva, scritta, da sostenere dopo la prima, e che ha come oggetto la didattica per l’inclusione scolastica (e metodologie applicate), la pedagogia speciale. Per accedere alla successiva prova orale bisogna superare questa prova scritta (aggiuntiva).



Carenza docenti di sostegno nelle scuole italiane

L’a.s. 2018/2019 non è partito in maniera positiva perché molti istituti hanno dovuto far fronte ad una vera e propria emergenza per gli incarichi di sostegno: non ci sono docenti specializzati. Il MIUR ha emanato una circolare ad hoc fornendo indicazioni sulle istanze di messa a disposizione su sostegno. Gli aspiranti docenti e chi vuole lavorare nel mondo della scuola, presentando la domanda di messa a disposizione può farsi conoscere dal Dirigente Scolastico, e la candidatura può essere inviata a molti istituti. La Messa a disposizione (MAD) è un mezzo efficace soprattutto per chi non è iscritto nelle Graduatorie di Istituto o perché chi è in III fascia e vuole candidarsi in altre province.

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