Concorsi: per il ruolo basterà presto solo la laurea

Il Ministro dell’istruzione Marco Bussetti dichiara:”Per insegnare basterà presto solo la laurea”

Per accedere al ruolo basterà presto solo la laurea

Concorso docentiIn queste ore stanno facendo discutere nel bene e nel male alcune dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che ha fatto intendere che ha come obiettivo quello di evitare che si ripeti la situazione di quest’anno, per quanto riguarda l’assunzione dei docenti.

Infatti quest’anno si è verificata una situazione paradossale, se pensiamo a quale è la situazione del mondo del lavoro italiano, e cioè il fatto che ben 32 mila posti di lavoro a tempo indeterminato, autorizzati dal ministro dell’economia sono rimasti vuoti e senza candidati.



Quindi molte cattedre sono rimaste scoperte creando non pochi disagi a tante scuole e ai loro dirigenti, che si sono ritrovati a gestire tante difficoltà organizzative. I motivi di questi problemi secondo il ministro Bussetti sono da ricondursi al reclutamento dei docenti, che al momento risulta complesso e legnoso.

Concorso con tre anni di FIT

Bussetti ritiene infatti che i tre anni del FIT sono veramente tanti e rallentano il ricambio dei docenti e soprattutto ne alza di molto l’età media: il suo obiettivo è che ci siano insegnanti più giovani nelle cattedre, che dovrebbero essere abili ad insegnare con la laurea e con l’integrazione di un percorso ad hoc, nel quale si dovrebbero aggiungere delle materie per completare la preparazione e renderla più ricca, ma allo stesso tempo più agile e veloce.

Il ministro Bussetti ritiene che questa riforma possa essere attuata in maniera veloce e rapida e cioè entro 1 anno. Inoltre egli ha dichiarato ai giornalisti che, come Ministro dell’Istruzione, percepisce il dovere di ridare finalmente credibilità e dignità al ruolo dell’insegnante, che in questi anni è stato svilito per via della creazione di tanti percorsi diversi e confusi.



Concorsi indetti su posti disponibili

Il suo auspicio è che si organizzino dei concorsi tenendo conto dei posti disponibili e delle esigenze delle scuole. Molto importante secondo Bussetti è anche ci siano dei vincoli di permanenza in un posto, per creare una continuità professionale sia per l’insegnante che per la scuola.

Infine a precisa domanda ha criticato la legge 107 del 2015, chiamata e denominata la Buona scuola.
Seppur ammettendo che grazie a questa legge ci sono state tante assunzioni, non ne condivide
completamente le modalità, che ritiene essere molto confuse e poco rispettose delle esigenze
professionali dei docenti assunti.

Come esempio ha citato il fatto che molti degli assunti è stato costretto a trasferirsi molto lontano da casa, con inevitabili disagi anche per le vite private e familiari. Il suo auspicio, e anche quello di tutti, è che in breve tempo i docenti, grazie anche a un nuovo provvedimento, ritrovino credibilità e che ci sia un ricambio veloce, con conseguenze positive anche per la qualità didattica delle scuole.

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