Concorso a Dirigente Scolastico a rischio dopo apertura inchiesta della procura

La vicenda del concorso a Dirigente Scolastico accende la fine di quest’anno scolastico, essa si complica ancora di più con l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Roma per presunti illeciti penali a seguito dell’articolo pubblicato dall’Espresso del 2 giugno a firma Elena Testi e di circostanziati e documentati esposti di candidati che non hanno superato gli scritti.



Concorso a Dirigente Scolastico la procura indaga

Troppi commissari hanno acquisito, nel corso della correzione degli elaborati, il dono documentato dell’ubiquità un tempo riservato solo ai Santi, il più famoso tra questi Sant’Antonio da Padova.

Ma lasciamo stare i Santi e occupiamoci dei candidati sia gli ammessi agli orali che hanno già svolto o che stanno per svolgere l’orale che i non ammessi guardano con aspettative opposte alla data del 2 luglio, quando il Tar Lazio si pronuncerà e potrebbe decidere, con una sentenza demolitoria, di annullare il concorso.

Concorso a Dirigente Scolastico a rischio

In questo caso tutti i candidati che hanno superato la preselettiva il luglio scorso dovrebbero ripetere la prova scritta. Coloro che hanno superato lo scritto e anche l’orale, in una lettera firmata da 50 docenti aspiranti dirigenti, lamentano il clima di confusione e di caccia alle streghe che si sta creando intorno a questo concorso, minimizzano le irregolarità denunciate dai non ammessi e sostengono invece che il concorso si sia svolto e si stia svolgendo conformemente alle procedure previste dal bando e sottolineano altresì i sacrifici a cui si sono sottoposti per svolgere la prova orale a 1200 chilometri da casa e la necessità di dirigenti scolastici di nuova nomina per evitare il perpetuarsi del fenomeno delle reggenze.



Quindi tutti ad aspettare il 2 luglio. Il Miur se soccombente tra le soluzioni potrebbe ammettere agli orali i ricorrenti con una prova suppletiva a settembre.

In caso invece di annullamento della prova scritta, sarà tutto da rifare come diceva Gino Bartali al processo alla tappa condotto da Zavoli negli anni Settanta, si andrà avanti con le reggenze e lo Stato risparmierà diverse decine di milioni.

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