Congedo parentale: quanto spetta e come presentare domanda

Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro (facoltativo) concesso ai genitori sino ai 12 anni di vita del bambino e per un massimo di 6 mesi. I genitori lavoratori possono presentare la domanda secondo i tempi e i modi stabiliti dalla legge. Può essere chiesto contemporaneamente da entrambi i genitori per un periodo non superiore ad 11 mesi.



Quando richiedere il congedo parentale

La domanda di congedo parentale deve essere inviata prima del periodo di astensione dal lavoro perché vengono pagati solo i giorni successivi alla richiesta. I lavoratori e le lavoratrici dipendenti hanno delle agevolazioni perché l’indennità viene corrisposta in anticipo dal datore di lavoro, diverso è il discorso per i lavoratori stagionali, i lavoratori agricoli e dello spettacolo, gli autonomi e gli iscritti alla Gestione Separata, per queste categorie l’indennità è erogata dall’Inps.

Congedo parentale

Come presentare domanda

Il genitore che vuole chiedere il congedo parentale ha diverse possibilità per inoltrare la domanda. Il lavoratore infatti può rivolgersi al Patronato, chiamare il contact center dell’Inps al numero verde 803164, presentare la richiesta online sul sito dell’Inps. I lavoratori che scelgono l’ultima opzione devono attivare lo SPID necessario per accedere ai servizi delle PA e autenticarsi sul portale prima di navigare nella sezione “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”.

Quanto spetta durante il periodo di congedo

Il genitore/lavoratore che ha chiesto il congedo parentale percepisce un’indennità (giornaliera) pari al 30% della retribuzione media giornaliera. Il calcolo viene effettuato prendendo in considerazione la retribuzione del mese precedente l’inizio del congedo nei primi 6 anni di vita del bambino. La percentuale è del 30% anche dal compimento di 6 anni e 1 giorno, sino ad 8 anni di età solo se il reddito individuale del genitore che avanza la richiesta è 2,5 volte inferiore all’importo del trattamento minimo di pensione e se entrambi i genitori non hanno fruito nei primi 6 anni. Non sono previste indennità in caso di congedo parentale richiesto dagli 8 ai 12 anni del figlio.

Congedo parentale del padre

Con la Legge n. 92 del 28 giugno 2012 (art. 4 comma 24 lettera a), è stato istituito il congedo del padre lavoratore anche adottivo e affidatario entro (e non oltre) il 4° mese di vita del bambino.  Questo periodo è stato prolungato con le leggi successive e in particolare con la Legge di Bilancio 2019 che stabilisce un numero massimo di 5 giorni per i figli nati dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2019 entro e non oltre il quinto mese di dalla nascita, dall’adozione oppure dall’affidamento. Per quanto riguarda il padre lavoratore dipendente della PA deve essere approvata una norma per stabilire ambiti, modalità e tempi di armonizzazione.

Nello specifico il padre lavoratore può godere di 4 giorni di congedo parentale anche in via non continuativa per gli eventi dal 1° gennaio 2018 al 31 gennaio 2018, oppure di cinque giorni di congedo obbligatorio per tutti gli eventi (parto, adozione o affidamento) dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019. Il congedo facoltativo del padre invece anticipa la fine del congedo di maternità perché è condizionato dalla scelta della madre di non fruire di un giorno si può esercitare sono entro 5 mesi dal parto o dall’ingresso in famiglia del bambino. Il padre lavoratore percepisce un’indennità giornaliera per il congedo parentale pari al 100% della retribuzione che viene corrisposta dall’Inps.

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Cosa si può fare e cosa non si può fare durante il periodo di congedo

Un orientamento applicativo dell’ARAN per il comparto scuola ha chiarito che il docente in congedo parentale può partecipare ai corsi di formazione se il lavoratore decide di interrompere il periodo di astensione dal lavoro. Ciascun genitore infatti può beneficiare del congedo parentale per un periodo continuativo oppure frazionato. La Corte di Cassazione ha chiarito inoltre che non si può chiedere il congedo parentale e svolgere attività diverse per cui è stato concesso, il genitore deve occuparsi esclusivamente del figlio e non può dedicarsi ad un secondo lavoro.



Violando l’obbligo di correttezza nei confronti del datore di lavoro, il genitore lavoratore che svolge attività diverse nel periodo di congedo parentale, può essere anche licenziato. Le norme del congedo parentale si applicato anche ai supplenti.

 

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