Contagi a scuola in aumento, esperti sono divisi: ecco cosa sta succedendo

Flavia

I contagi a scuola con il passare del tempo, sfortunatamente, stanno aumentando sempre di più ed è per questo che il prima possibile serve prendere una decisione drastica se non si vuole peggiorare la situazione.

Contagi a scuola in aumento, esperti divisi

Nonostante il repentino aumento di casi da Covid19, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ribadisce per l’ennesima volta che le scuole sono luoghi sicuri e che non c’è da preoccuparsi. Purtroppo la scienza non è dello stesso avviso. Ci sono moltissimi esperti divisi che la pensano diversamente.

Contagi a scuola in aumento, esperti divisi

Azzolina ad esempio rassicura che la scuola è sicura e le misure messe in atto come tracciamenti, sanificazioni, distanziamenti e mascherine sono adeguate, proteggendo cosi studenti e personale scolastico. L’ISS, tra l’altro, a conferma di tutto questo ha rivelato recentemente che all’interno delle scuole il rischio di trasmissione del virus sta man mano calando.

Diverse scuole di pensiero: scuole aperte o no?

Diversamente la pensa il responsabile del Dipartimento di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, da sempre stato contrario all’apertura delle scuole a settembre. Galli di recente ha rivelato che la riapertura aveva senso solo con contagi bassi. Le sue ultime dichiarazioni hanno chiarito la sua posizione: “Non mi sarei strappato i capelli se le scuole avessero aperto direttamente ad ottobre forse era meglio, in una situazione non facile”. “Si è fatto di tutto pur di non dire che le scuole non c’erano niente con l’aumento dei contagi da covid19. Tuttavia questo è da rivedere. Le scuole c’entrano e come”.

La posizione di A. Zangrillo – chirurgo -, è ben diversa. “Non dobbiamo fare drammi, lo scambio di strumenti fra studenti può essere regolata e se si segue ogni regola alla lettera sull’igiene personale e il distanziamento tutto può girare al meglio”.

Altre posizioni sui contagi a scuola

Fra i tanti pareri, incluso quello dell’immunologa Viola, di Enrico Bucci e Guido Poli possiamo riassumere che:

  • I dati considerati mostrano che la scuola non è più protetta del resto della comunità
  • I dati considerati che abbiamo ad oggi non supportano un ruolo nei vari istituti scolastici come “moltiplicatore di infezioni da coronavirus”
  • La probabilità di essere contagiati in una scuola non è molto diversa da quella della società nel suo complesso
  • Il tasso di infezione a scuola sembra che segua quello della comunità circostante

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