Home / News scuola / Continuità didattica, rapporto alunni docenti, classi pollaio gli emendamenti proposti

Continuità didattica, rapporto alunni docenti, classi pollaio gli emendamenti proposti

ANIEF chiede in Commissione Bilancio alla Camera urgenti interventi e misure volte a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni-docente, oltre ad assicurare la continuità didattica degli insegnanti specializzati sul sostegno, in modo da superare le illegittime supplenze annuali fino al 30 giugno.



“Sono disposizioni indispensabili per migliorare l’attività didattica che si attua nelle nostre aule. Dai parlamentari del governo del Cambiamento, ci aspettiamo interesse per tali emendamenti e per questo chiediamo loro di prenderli in considerazione per l’inserimento nella manovra economica” sono le parole del, presidente nazionale Anief Pacifico.

Diminuire il rapporto alunni-docente

Attuare “interventi e misure volti a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni-docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2022/2023”, al fine di assicurare “ricadute positive sulla didattica e sull’apprendimento degli alunni”, oltre ad assicurare maggiore sicurezza attraverso degli specifici emendamenti al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334.

Continuità didattica

Classi di al massimo 22 alunni

In particolare, il giovane sindacato ha chiesto di “prevedere il divieto di costituire le classi iniziali delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, comprese le sezioni della scuola dell’infanzia, con un numero di alunni superiore a 22, elevabile fino a 23 qualora residuino resti” e “l’obbligo di costituire le classi iniziali delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, anche dell’infanzia, con non più di 20 alunni nel caso accolgano alunni con disabilità”. La norma, tra l’altro, ripropone quanto previsto nel disegno di legge AC 877 a firma dell’on. Lucia Azzolina (M5S) con le relative coperture finanziarie lì definite.

Continuità didattica

Per il sindacato è giunta anche l’ora di assicurare “la continuità didattica degli insegnanti di sostegno, indispensabile per assicurare una piena integrazione degli alunni con disabilità”: a questo scopo, tutti “i posti in deroga attivati ai sensi dell’articolo 9, comma 15 della legge 30 luglio 2010, n. 122, per due anni scolastici consecutivi sono trasformati in organico di diritto”, superando quindi le illegittime supplenze annuali fino al 30 giugno, poiché attuate su posti vacanti  disponibili, per dare spazio a quelle sino al 31 agosto di ogni anno. E “senza eccezione alcuna la deroga al rapporto 1:2 per tutte le situazioni certificate di grave disabilità”.

Insegnamento per moduli

Si richiede, poi, che “a decorrere dall’a. s. 2018/2019, a partire dalle prime classi della scuola elementare” venga “ripristinato l’insegnamento per moduli”: si tratta di un obiettivo imprescindibile, dopo che “gli ultimi rapporti PIRLS” hanno confermato che “sulle capacità di lettura e sui processi di apprendimento dei bambini della scuola elementare” l’Italia ha conseguito “peggiori risultati dopo il passaggio all’insegnante unico a partire dal 1° settembre 2009” e “la scomparsa dell’insegnante specialista di lingua inglese”.

Migliorare il livello dell’attività didattica

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, si tratta di “disposizioni indispensabili per migliorare il livello dell’attività didattica che si svolge nelle nostre aule: ridurre gli alunni per classe, che superano sempre più spesso le 30 unità per raggruppamento, è una necessità che si deve imporre qualsiasi Paese moderno che investe nelle nuove generazioni. A partire dalla scuola primaria: ecco perché chiediamo di riproporre delle ore di compresenza e adottare dei veri docenti specializzati nella lingua inglese, in modo da riportare questo ciclo scolastico ai livelli precedenti alla riforma Tremonti-Gelmini”.

Adozione della Legge Carrozza

“E per il sostegno è ora di farla finita con l’adozione della Legge Carrozza, la 128 del 2013, che per risparmiare e non stabilizzare continua a tenere precario un docente su tre, costringendo i presidi a nominare in autunno inoltrato dei docenti che invece dovrebbero stare in cattedra dal 1° settembre: è soprattutto da qui che passa la continuità didattica e l’affiancamento permanente ai docenti specializzati. Dai parlamentari del governo del Cambiamento – conclude Pacifico – ci aspettiamo interesse per tali emendamenti e per questo chiediamo loro di prenderli in considerazione, al fine del loro inserimento nella manovra economica”.

Di Redazione

La Redazione è costituita principalmente da docenti e da personale Ata in servizio nella scuola dell’infanzia ed in quella di I e II grado. Puoi inviare una comunicazione attraverso il form di contatto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *