Domanda di ricostruzione carriera per docenti ed ATA neo-assunti

Docenti e Ata neo-assunti, chi supera l’anno di prova deve presentare domanda di ricostruzione carriera, gli interessati sono i circa 25 mila insegnanti che hanno appena sottoscritto il contratto a tempo indeterminato, oltre 7 mila tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici anche loro appena immessi in ruolo.



Il giovane sindacato Anief ricorda di stare attenti alla valutazione per intero di tutto il servizio pre-ruolo, perché in caso contrario sarà necessario ricorrere al giudice del lavoro per ottenere quanto spettante in base all’orientamento della giurisprudenza sulla materia. Le scuole dovranno inviare i decreti al MEF entro il 31 dicembre.

Docenti e Ata neo-assunti, chi supera l’anno di prova deve presentare domanda di ricostruzione carriera

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “per il personale scolastico neo assunto è importantissimo farsi riconoscere per intero tutto il servizio pre-ruolo. Perché è un diritto che non va calpestato. Perché gli stipendi di chi lavora nella scuola sono già tra i più bassi dell’area Ocde. Perché l’incremento ha riflessi diretti positivi anche sulla previdenza, che con la revisione dei calcoli, conseguenti alla riforma Monti-Fornero, con gli stipendi fermi, penalizza ancora di più i lavoratori. Ecco perché invitiamo tutti coloro che si vedono considerare solo i primi quattro anni di ricostruzione di carriera a ricorrere con Anief”.

Ricostruzione carriera per docenti ed ATA

Per la maggior parte del personale della scuola, la ricostruzione di carriera incide direttamente sullo stipendio.

Niente prescrizione

Sulla prescrizione del diritto alla domanda di ricostruzione invece, una sentenza del Tribunale di Macerata ha smentito l’applicabilità del termine di prescrizione di 10 anni ex articolo 2946 del Codice Civile (termine che decorrerebbe dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere e, nello specifico quindi, dalla data della conferma in ruolo). Nel dispositivo della sentenza che ha accolto il ricorso di una docente che chiedeva la ricostruzione di carriera trascorso il periodo di 10 anni dall’immissione in ruolo, si legge che “l’anzianità di servizio del lavoratore, presupposto per il conseguimento di determinati diritti quali gli scatti di anzianità, configura un mero fatto giuridico, che non ricade sotto il regime della prescrizione, con la conseguenza che anche nell’ipotesi di prescrizione dell’aumento retributivo derivante da uno o più scatti retributivi, il lavoratore ha comunque diritto che gli aumenti retributivi commisurati agli scatti successivi vengano liquidati come se gli scatti precedenti fossero stati corrisposti”. La prescrizione è dunque di 10 anni (5 per gli arretrati dovuti in caso di domanda tardiva) anche se tramite ricorso si potrebbe ottenere il rinvio.

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Stipendi bassissimi

Anief ricorda che questi aumenti rimangono fondamentali. Anche alla luce del basso investimento che lo stato italiano continua a riservare all’Istruzione rispetto al Prodotto interno lordo, considerando che (dalla primaria alla terziaria) nel nostro Paese siamo fermi al 3,9 per cento, a fronte del 5 per cento della media Ocse e del 4,6 per cento della media europea.



Se in Germania e Olanda lo stipendio di un docente è doppio rispetto ai nostri, non dobbiamo poi scandalizzarci ma solo chiedere il perché ai nostri governanti. E il futuro non fa pensare a nulla di buono, se solo si guarda alle riduzioni progressive di spesa pubblica previste nell’ultimo Def.

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