Fioramonti: modifiche al decreto Salva Precari ed approvazione nel primo CdM

Il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti insediato da pochissimo vuole approvare subito il decreto Salva Precari, cambio di linea nel M5S che si diceva contraria all’approvazione dello stesso, il decreto non è andato in Gazzetta Ufficiale perché l’approvazione è stata salvo intese.



Decreto Salva precari nel primo Consiglio dei Ministri

Fioramonti è pronto dunque a riprendere il decreto. “Al primo Consiglio dei ministri sono pronto a far ripartire il decreto salva-precari”, queste le sue dichiarazioni, si attende quindi il primo Consiglio dei Ministri utile per la sua approvazione.

Decreto salva precari

Anche se serve un cambio di rotta all’interno del Movimento 5 Stelle che vede il decreto come una sorta di “sanatoria” verso i precari storici della terza fascia. “Parlerò con loro, troveremo un modo per tenere insieme i diritti di chi lavora da una vita in classe con la qualità dell’insegnamento e il merito. Quel decreto deve andare in porto al più presto”, la replica secca del neo Ministro.

Le modifiche che verranno fatte al decreto

Ormai certa la volontà del ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, di approvare nel più breve tempo possibile il decreto salva-precari, si cerca di capire quali sono le modifiche che lo stesso intende apportare.

Il decreto salva-precari, approvato il 6 agosto con la formula “salvo intese”, prevede:

  • concorsi straordinari per i precari della scuola di primo e secondo grado
  • concorso ordinario per medie e superiori
  • percorsi abilitanti attraverso l’attivazione dei Pas per le scuole superiori



La procedura è rimasta sulla carta, non è stata quindi approvata in via definitiva, le modifiche che intenderà mettere in atto al decreto che a detta del Ministro “presenta delle criticità”, riguarderanno molto probabilmente il percorso di selezione, da sempre portate avanti da alcuni membri del Movimento 5 Stelle, ma non da tutti, come l’On Frate da sempre vicina ai precari di III Fascia.

Si apre quindi un nuovo spiraglio sulla questione ormai incandescente dei precari storici della terza Fascia, 55.000 docenti che restano in attesa di una norma in grado di garantire un futuro dignitoso nel mondo della scuola.

 

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