Fioramonti presenta le linee programmatiche, propositi buoni ma serve un cambio di passo

Flavia

Comunicato stampa del sindacato Anief sulle linee programmatiche presentate oggi alla VII Commissioni Cultura di Senato e Camera dal neo Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

Linee programmatiche presentate alla commissione cultura di Camera e Senato

La sicurezza degli edifici prima di tutto, invertire la tendenza sulle cattedre di sostegno scoperte, digitalizzazione guidata, introdurre un nuovo reclutamento, docenti e Ata più formati e meglio pagati, sì al tempo pieno, più risorse pubbliche alla scuola: sono i passaggi cruciali dell’intervento tenuto oggi dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti presso le VII Commissioni Cultura di Senato e Camera, in occasione della presentazione delle linee programmatiche del nuovo corso ministeriale attivato con la costituzione del Governo M5S-PD.

Linee programmatiche

“La visione del Ministero presieduto dal sottoscritto può essere incapsulata in tre parole: sicurezza, innovazione e sostenibilità”, ha esordito il ministro. Anief reputa sostanzialmente condivisibili gli obiettivi posti dal ministro a capo del dicastero dell’Istruzione pubblica, ma se nei prossimi giorni non saranno esplicite le modifiche alle modalità per realizzarli, il sindacato non ha intenzione di revocare lo sciopero del prossimo 12 novembre con manifestazione annessa davanti a Montecitorio.

Il nuovo ministro dell’Istruzione sembra avere buone idee su come rilanciare la scuola italiana. Solo che le annunciate modalità per realizzarle rischiano di vanificare tutto. Anief indica quindi al titolare del Miur le modifiche prioritarie da attuare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Obiettivi che il Paese non può permettersi più di sbagliare, perché stavolta danneggerebbero in modo fatale il già provato servizio di formazione pubblica di cui fruiscono oggi otto milioni di alunni.

Edilizia scolastica

Per quel che riguarda il problema dell’edilizia scolastica italiana, va ricordato la maggior parte degli edifici risale a prima degli anni Settanta e questi stabili necessitano di continua manutenzione ordinaria e straordinaria: laddove gli interventi non assicurano la massima vivibilità dell’edificio, lo Stato si deve far carico della ricostruzione in toto della struttura scolastica.

“Non possiamo immaginare una nuova scuola se non facciamo fronte alle emergenze. La scuola deve essere grande fucina di innovazione, ma prima bisogna pensare alle migliaia di scuole senza certificato di agibilità.”

“Portare idee innovative – ha detto Fioramonti – sembrerebbe pretestuoso quando il dirigente scolastico dice che va tutto bene ma che le porte cadono a pezzi e sono lasciati soli, oltre che essere responsabili”.

“Edilizia sarà un focus importante, già riattivata la task force per accompagnare gli appalti e le gare per realizzare i lavori, da parte delle amministrazioni”. “Se le amministrazioni non saranno in grado, si sostituirà lo Stato direttamente.”

Sostegno

Sul sostegno agli alunni disabili, invece di migliorare, negli ultimi anni il quadro è decisamente peggiorato: un numero altissimo di posti in deroga, con scadenza 30 giugno pur se vacanti e disponibili, non sono entrati a far parte dell’organico di diritto, e vengono assegnati come supplenze al 30 giugno. Su 150mila insegnanti di sostegno, ricorda proprio oggi la stampa specializzata, un terzo sono decisi ad anno scolastico iniziato da sentenze dei tribunali ai quali si rivolgono le famiglie degli alunni con disabilità o da decisioni dell’Ufficio Scolastico.

In questo modo, il fabbisogno stimato con l’organico di diritto regione per regione non corrisponde alle esigenze reali e ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni. Tutto ciò, nonostante una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale abbia imposto al Ministero dell’Istruzione di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno in Sicilia e di conseguenza un’assunzione di responsabilità e una revisione degli organici tale da garantire effettivamente la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno in tutto il territorio nazionale trasformando, finalmente, i posti attivati “in deroga” in posti in organico di diritto. E otto cattedre su dieci vengono assegnate a supplenti non specializzati, perché il Miur continua a creare bandi di specializzazione con pochi posti e anche mal distribuiti.

Per Anief, è necessario avviare una fase di reclutamento nuova e straordinaria. Questa, però, deve avere una precisa connotazione. “Sulla supplentite – ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente Anief – bisogna in primo luogo ampliare il numero di ammessi alle graduatorie utili per il ruolo dai posti esauriti dalle GaE a tutti coloro che superano la prova selettiva”, dichiara Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato. Ovviamente, risulta necessario estendere il concorso riservato anche alla scuola dell’infanzia, della primaria e al personale educativo, senza dimenticare di trovare una soluzione per gli insegnanti di religione. Il servizio prestato nell’anno in corso deve essere valutato come quello su sostegno, nella scuola paritaria e nei corsi regionali professionali”.

Il primo passo da intraprendere per ridurre la supplentite si completerebbe con la riduzione a 24 mesi del servizio minimo valutabile in linea con la legislazione vigente sui contratti a termine. Con i collaboratori scolastici da stabilizzare, se in possesso degli stessi requisiti e la stessa valutazione del personale delle cooperative. Con il ruolo del ricercatore universitario oggi ad esaurimento da ricollocare a tempo indeterminato, con nuove procedure di reclutamento. Con le supplenze affidate a graduatorie di istituto provinciali, aggiornabili ogni anno e aperte.

Rinnovo contrattuale

E’ necessario agire con fretta sul rinnovo contrattuale, attraverso adeguati aumenti stipendiali. La strada però è lontana da compiersi: per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, il Governo è pronto a inserire nella manovra di fine anno uno stanziamento che si ferma ad un miliardo di euro. La cifra verrebbe anche divisa in due tranche, con una parte per il 2020 e un’altra per il 2021: si tratta di risorse che vanno a sommarsi ai 1,775 miliardi di euro già stanziati dal precedente esecutivo. A scriverlo è Il Messaggero, che ha anche quantificato i fondi per il rinnovo del contratto 2019-2021 da assegnare ai dipendenti statali: “potrebbe contare complessivamente su 2,7 miliardi di euro circa”.

Sostenibilità

“Le nostre scuole sono e possono essere cuori pulsanti del territorio. La scuola è un’istituzione, che può essere più importante del Parlamento, perché si costruisce la consapevolezza della cittadinanza”. “Da subito avvieremo iniziative sul bilancio energetico, formazione studenti a nuove tecnologie rinnovabili, seguiremo una traiettoria green”.

Nuovo sistema di reclutamento

“No a percorsi abilitazione ad ostacoli, complessi e dilazionati nel tempo. Abbiamo bisogno di un sistema di abilitazione per gli insegnanti delle scuole cui lavoreremo con ddl collegati alla finanziaria”.

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