I possibili scenari riservati ai docenti con 36 mesi di servizio

Con l’intesa del 23 aprile notte pare che abbiano ripristinato una nuova fase transitoria, con due percorsi riservati a docenti di ruolo e precari con 36 mesi di servizio, che saranno definiti in dettaglio a un tavolo tecnico che inizierà la prossima settimana al Miur tra Amministrazione e Sindacati e poi tradotto in un provvedimento legislativo.



Docenti con 36 mesi di servizio

I tavoli tecnici si sa quando iniziano e non si sa quando finiscono. Ci dovrebbero essere per docenti di ruolo e precari con 36 mesi di servizio più percorsi per entrare in ruolo, il concorso ordinario per esami e titoli con un’aliquota di posti riservati tra il 35% e il 50% senza il possesso dei 24 cfu e senza superare le preselettive, un PAS sempre indirizzato a precari e docenti di ruolo gestito dalle Università a numero chiuso con prove preselettive, con un numero di posti corrispondenti a quelli previsti per le immissioni in ruolo, questo ha detto il segretario generale Turi della Uil Rua.

Questo aspetto invece è ora contestato dai precari con 36 mesi che non vorrebbero il numero chiuso e le prove preselettive per il PAS.

Docenti con 36 mesi di servizio

Ricapitolando, allo stato attuale delle cose ed alla luce delle dichiarazioni della segretaria Cisl Gissi e del segretario Uil Turi, per il problema precariato storico ci sono tre soluzioni: concorso ordinario selettivo con la riserva del 50% per i precari, PAS non selettivo e concorso riservato non selettivo e PAS selettivo e concorso riservato non selettivo.

Concorso ordinario selettivo con la riserva del 50% per i precari

Quali possono essere i pro ed i contro del concorso ordinario selettivo con riserva del 50% per i precari con 36 mesi di servizio

Pro: Valore abilitante del superamento delle 3 prove; immissione immediata in ruolo nel caso si rientri nel numero dei posti messi a bando.

Contro: Impraticabile dall’attuale lenta e inefficiente macchina burocratica italiana a fronte del massiccio numero di categorie e di partecipanti coinvolti; tantissimi precari rischierebbero a loro volta di rimanere in terza fascia dopo anni di esperienza sul campo venendo superati dai neolaureati e dai docenti di ruolo ingabbiati; i neolaureati stessi concorrerebbero con un handicap messo già in partenza dovendo affrontare una preselettiva e non potendo contare sui titoli di servizio (che saranno valutati il doppio rispetto a tutti gli altri) che all’età di 23 anni non hanno potuto in alcun modo accumulare.



PAS non selettivo e concorso riservato non selettivo

In alternativa corso-concorso abilitante come proposto dei sindacati prima dell’incontro del 23 aprile 2019.

Pro: certezza del ruolo anche se non nell’immediatezza; abbattimento dell’attuale precariato (circa 100.000 unità di docenti 180×3) nell’arco di circa 5 anni (come già successo ai 70.000 passini del 2014, oggi praticamente tutti in ruolo); i neolaureati concorrerebbero tra loro nell’ordinario a pari condizioni senza avere tra i piedi i precari storici.

Contro: dopo l’inserimento dei precari in una Graduatoria di Merito Permanente a scorrimento il ruolo può arrivare dopo anni di precariato; costo alto del PAS.

PAS selettivo e concorso riservato non selettivo

Questa opzione è venuta fuori dal tavolo di confronto sindacati-governo del 23 aprile 2019

Pro: certezza del ruolo nell’immediatezza nel caso si rientri nei posti messi a bando; possibilità per i 180×3 di abilitarsi anche per sostegno (solo per coloro che hanno almeno un anno di servizio su sostegno) cosa preclusa al concorso ordinario senza il titolo della specializzazione (l’attuale TFA in corso di svolgimento); possibilità di poter concorrere per il 75% dei posti messi a bando (50% del totale riservati ai PAS + 50% del restante 50% (del totale) da riservare ai precari nel concorso ordinario.

Contro: tantissimi precari saranno esclusi tanto dal PAS quanto dal concorso ordinario facendo venire meno il principio di stabilizzazione rischiando di restare in terza fascia dopo anni di esperienza sul campo venendo superati dai neolaureati, dai docenti di ruolo ingabbiati e da altri colleghi precari; costo alto del PAS.

Alla luce di ciò appare scientifico che l’ultima soluzione venuta fuori da un lungo e movimentato confronto sia la peggiore da ogni punto di vista, a maggior ragione che nella prima ipotesi (il solo concorso ordinario) il precario può aspirare gratuitamente all’abilitazione superando 3 prove secche, cosa che, in un PAS selettivo, può ottenere solo dopo il pagamento di una corposa cifra e impegnando un anno intero della propria vita dovendo superare duri esami per un totale di 60 crediti universitari. Cosa diversa se detto PAS garantisse a tutti prima o poi di entrare in ruolo.



Cosa chiedono i Precari storici

Per questo motivo i precari storici chiedono che all’ultimo tavolo delle trattative previsto per lunedì 6 maggio si arrivi a mettere nero su bianco il doppio canale di reclutamento prevedendo per i precari una graduatoria di merito permanente a scorrimento dove inserire tutti coloro che avranno superato il PAS (selettivo in uscita ma non in entrata) da cui attingere i ruoli ogni anno a percentuale fissa.

Libero Tassella e Damiano Docenti/Ata

 

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