Infortunio a scuola: come richiedere un risarcimento

Quando un alunno o uno studente si fa male la colpa il più delle volte viene attribuita all’insegnante presente. Ma è sempre cosi? Quando è possibile domandare un risarcimento? Andiamo a scoprirlo insieme.



Infortunio a scuola: il risarcimento, ecco quando spetta

Senza dubbio gli insegnanti hanno verso gli alunni l’obbligo di vigilarli. Questo comunque non vuol dire che da un momento all’altro non possano accadere infortuni o incidenti.

Per richiedere un risarcimento, tuttavia, serve dimostrare che l’incidente sia successo nel corso dell’orario scolastico per colpa o causa della struttura, ovvero un difetto di quest’ultima che poteva evitarne l’evento.

Infortunio a scuola

Ovviamente, la scuola può sempre dichiararsi non responsabile se può dimostrare che il fatto è successo nonostante la vigilanza dell’insegnante. E quando lo studente ha già raggiunto i 18 anni? In questa circostanza domandare un risarcimento non è facile, in quanto stando alla legge l’individuo è capace di intendere e volere e quindi è responsabile di ogni sua azione.

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Infortunio a scuola: risarcimento, ecco come richiederlo

Se non si riesce a trovare un accordo fra scuola o soggetto infortunato bisogna tassativamente rivolgersi ad un legale; se invece la scuola si prende la responsabilità di quanto successo, è consigliato domandare una copia della relazione su quanto successo redatta dal docente presente al momento dell’infortunio. Proseguendo servirà inviare alla scuola una richiesta formale indirizzata al preside per potersi far risarcire.

Oltre all’assicurazione tassativa Inail, infatti, ogni scuola propone un’altra assicurazione chiamata integrativa il cui premio è totalmente a carico dei genitori e che si prenderà la briga di risarcire quest’ultimi in caso di infortuni la cui colpa ricade sulla struttura scolastica.

Linee guide sul Primo soccorso

Il primo soccorso rappresenta il primo aiuto che viene prestato alla vittima di un improvviso evento dannoso per la salute, quale un malore e/o un trauma in attesa dell’intervento di soccorso garantito istituzionalmente, su tutto il territorio nazionale, dal Servizio di Emergenza Territoriale 118.

Gli obiettivi del primo soccorso sono preservare la vita, alleviare la sofferenza, prevenire nuove malattie o lesioni, favorire la guarigione.

Il primo soccorso ha un potenziale valore salvavita e di salvaguardia della salute e dell’integrità fisica: alcune manovre di primo soccorso, infatti, laddove messe in pratica con tempestività ed adeguatezza metodologica, possono avere valore determinante per la sopravvivenza del paziente, mentre altre, nel caso non esista un immediato pericolo di vita, possono essere comunque fondamentali per evitare complicanze o ulteriori compromissioni.

Le manovre di soccorso che si effettuano nelle situazioni di maggiori gravità, che comportano pericolo immediato per la sopravvivenza, sono definite “manovre salvavita”.
L’esecuzione precoce e appropriata delle manovre salvavita nel soggetto in imminente pericolo di vita può davvero fare la differenza tra la vita e la morte, in quanto in grado di impedire o, per quanto possibile, di rallentare, anche significativamente, l’evoluzione delle condizioni cliniche verso l’arresto cardiaco o, in caso di arresto cardiaco, verso la morte.

Il piano di primo soccorso nelle scuole

Nell’attuazione del piano di pronto soccorso sono coinvolti sia gli addetti al primo soccorso sia tutti i lavoratori.

Il numero di addetti, designati dal datore di lavoro, sarà definito in base ai seguenti criteri:
• Numero dei bambini e dei dipendenti della struttura;
• Pericoli eventualmente presenti;
• Orario di lavoro;
• Dislocazione dei locali di lavoro.

Le competenze degli addetti deriveranno da conoscenze e capacità, acquisite mediante corsi organizzati da servizi competenti e che prevedono esercitazioni pratiche.
Ricordiamo che l’addetto al primo soccorso ha, tra i principali compiti, quello di condividere il piano di primo soccorso.

In un piano di primo soccorso bisognerà saper rispondere a due quesiti:
• Che cosa bisogna fare?
• Che cosa bisogna avere?

Che cosa bisogna fare?
In caso di infortunio bisognerà determinare chi:
• coordina gli interventi;
• telefona al 118
• sgombra il passaggio ai soccorsi;
• accompagna l’infortunato



Che cosa bisogna avere?
Nel piano si dovrà organizzare e determinare:
• contenuto della cassetta di pronto soccorso;
• arredo dell’eventuale locale adibito ad ambulatorio;
• disponibilità di una linea telefonica sempre libera per le chiamate di emergenza;
• dispositivi di allarme;
• automobile in caso di emergenza.

Ricordiamo che il piano è definito dal datore di lavoro e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione, in collaborazione con il medico competente.

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