Le competenze degli alunni italiani in matematica, scienze e letteratura sono in calo

Flavia

Le competenze degli alunni italiani sono in calo, carenze principalmente in lettura, matematica e scienze, tutto secondo il rapporto annuale Education and Training Monitor 2020 sulla situazione dell’istruzione nei 27 Paesi membri sui livelli di competenza raggiunti dai nostri 15enni.

Le competenze degli alunni in calo

Il problema è la scarsa competenza raggiunta da un alto numero di 15enni italiani rispetto all’obiettivo europeo fissato. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’assegnazione di almeno il 10 per cento del 209 miliardi derivanti dal Recovery Fund è sempre più fondamentale per colmare questo gap. Questi, serviranno infatti a potenziare quel tempo scuola affossato a partire dal 2008 con la Legge 133 sul forte dimensionamento delle strutture scolastiche, che infatti vanno incrementate con le 4 mila sedi autonome cancellate, assieme ai dirigenti e ai DSGA anch’essi cancellati assieme a 200 mila cattedre e 50 mila tra amministrativi, tecnici e ausiliari.”

Competenze degli alunni in calo

Pacifico aggiunge – “Bisogna agire sulla digitalizzazione e sulle infrastrutture, ma anche su organici e tempo scuola, sulla stabilizzazione di tutti i precari con oltre 36 mesi svolti, sulla adozione delle tante figure professionali degli Ata rimaste solo sulla carta, sulle compresenze in tutti i cicli scolastici, sul ritorno dei docenti specializzati alla primaria e su un rapporto più ridotto alunni-docente. Un processo – conclude Pacifico – che non può prescindere dall’aumento di almeno 2 punti percentuali di investimento per la Scuola e Università rispetto al Prodotto interno lordo”.

Rapporto annuale Education and Training Monitor

Le competenze degli alunni italiani stanno peggiorando: a dirlo è il rapporto annuale Education and Training Monitor 2020 sulla situazione dell’istruzione nei 27 Paesi dell’Unione Europea. Il rapporto mette a confronto i nuovi dati (2019) con quelli di dieci anni prima (2009) e fa il punto sugli obiettivi di Lisbona, i benchmark che i Paesi sono impegnati a conseguire

Calo della scolarizzazione

A preoccupare è anche la scolarizzazione dei bambini di 4 anni: l’Italia scende per la prima volta sotto l’obiettivo fissato del 95%, fermandosi nel 2019 al 94,9%; l’anno prima era al 96,1% e nel 2009 al 99,8%. Va leggermente meglio, fortunatamente, sul fronte della dispersione scolastica, la cui media europea è del 10,2%: rispetto all’obiettivo di Lisbona del 10% nel 2009 in Italia gli abbandoni erano pari al 19,1%, mentre nel 2018 sono scesi al 14% e nel 2019 al 13,5%, quindi oltre due punti percentuali la media UE.

Sforzo economico per produrre una svolta alla riduzione di competenze

Anief torna a chiedere uno sforzo economico importante per produrre una svolta alla riduzione di competenze e colmare quindi il forte gap che si rileva tra i nostri alunni e quelli europei. Una differenza sensibile che si riscontra anche in ambito digitale: giusto qualche giorno fa dalla relazione “Education & Training Monitor 2020″ sulle modalità di insegnamento e di apprendimento nell’era digitale dei 27 paesi membri, ripresa da Indire, è emerso che “contrariamente alla percezione diffusa che i giovani di oggi appartengano a una generazione di “nativi digitali”, i risultati dell’indagine indicano che molti non sviluppano competenze digitali sufficienti”.

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