Ma le pensioni d’oro dei sindacalisti quando verranno tagliate?

Di Maio mantenga quello che ha detto più volte. Esiste una Casta politica ma esiste un’altra Casta, quella sindacale.



Mi riferisco a quanto conosco cioè ai sindacalisti della scuola di tutti i sindacati. Ci sono sindacalisti della scuola, alcuni dei quali ancora ricoprono cariche statutarie, che approfittando di una legge del governo Amato, negli ultimi mesi di servizio hanno fatto lievitare a dismisura il loro stipendio mensile, andando poi in pensione qualche anno fa con l’ultima retribuzione (sistema retributivo) percependo un assegno pensionistico tra i 5000 e gli 8.000 euro.

Pensioni d'oro ai sindacalisti

Questi sindacalisti devono avere tagliata la pensione da parte del governo, aspettiamo questo doveroso segnale in un paese in cui l’assegno pensionistico oltre ad essere oltremodo contenuto è altresì super tassato.

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2 Commenti

  1. Caro Tassella, Tutti i dipendenti pubblici, non solo i sindacalisti, hanno la quota A della pensione, ovvero la parte di assegno previdenziale maturato prima del 1992, calcolato sull’ultima retribuzione. Perciò, l’avere una parte della pensione calcolata sull’ultima retribuzione non è un privilegio solo dei sindacalisti ma di tutti i dipendenti pubblici che hanno lavorato prima del ‘92. Non esistono privilegi previdenziali dei sindacalisti in particolare. I sindacalisti del pubblico impiego hanno gli stessi privilegi dei dipendenti pubblici. Peraltro, questi privilegi si riferiscono solo alla quota A di pensione, che per i dipendenti privati viene calcolata sulla media degli ultimi 5 anni di retribuzione. Il giochino di aumentare la retribuzione all’ultimo non è in uso solo tra i sindacalisti ma anche in numerose categorie del pubblico impiego (pensi ai colonnelli che l’ultimo mese diventano tutti generali). Tale situazione di vantaggio dipende dal fatto che l’aliquota di rendimento per la quota A della pensione rimane fissa al 2% anche se la retribuzione pensionabile (ovvero l’ultima per i dipendenti pubblici) è molto alta. Diversamente, per i privati decresce fino all’1% per i redditi pensionabili superiori a 90.000 euro annui. Ma, ribadisco, sono privilegi che hanno tutti i dipendenti pubblici che hanno lavorato prima del 1992 e non solo i sindacalisti del pubblico impiego.

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