Malattia docenti: come e quando comunicarlo in segreteria

I docenti che si ammalano hanno l’obbligo di comunicare al Dirigente scolastico la propria assenza tempestivamente, non oltre l’orario di inizio di lavoro del giorno in cui sono impossibilitati a prendere servizio. La comunicazione deve essere inviata anche se l’assenza si protrae per più giorni. Scopriamo nel dettaglio come funziona l’assenza per malattia dei docenti, come fare il certificato medico, gli orari delle visite fiscali e cosa cambia dal punto di vista della retribuzione.



Normativa assenza per malattia docenti

L’art. 55 (septies) del D.Lgs 165/01 stabilisce che il certificato di malattia è inviato dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’INPS, l’ente lo inoltra all’amministrazione o al datore di lavoro, in questo caso al Dirigente scolastico. Prima dell’introduzione di questo articolo, il lavoratore doveva inviarlo con lettera di accompagnamento entro 5 giorni dall’inizio della malattia con raccomandata AR. Il certificato medico per giustificare l’assenza da lavoro è obbligatorio per assenze superiori a 10 giorni e, dalla terza assenza per malattia in un anno si invia anche se il lavoratore non si presenta per un giorno. È molto importante ricordare che le assenze certificate da un medico non convenzionato con il SSN non sono ammissibili e che, in caso di prestazioni presso strutture private, deve essere allegata anche la prescrizione di una struttura pubblica o medico del Servizio Sanitario Nazionale.

Assenza per malattia

Retribuzione docenti assenza per malattia

La retribuzione dei docenti assenti per malattia dipende dal tipo di contratto: caso di personale assunto a tempo determinato la retribuzione è pari al 100% per il primo mese di assenza, al 50% per il secondo e terzo mese. Le assenze per malattia sino a 10 giorni vengono retribuite con trattamento base anche per i supplenti in carica fino al 31 agosto. Per queste categorie di docenti la durata della malattia non può superare i 3 mesi, tali assenze non interrompono il calcolo ai fini per l’anzianità di servizio. I supplenti che sono nominati direttamente dal Dirigente scolastico hanno una retribuzione del 50% e la malattia non deve superare 30 giorni, superato il limite non c’è il più il diritto che ha ogni docente alla conservazione del personale del lavoro.

Nel caso di docenti assunto a tempo indeterminato invece la retribuzione è pari al 100% per i primi 9 mesi, al 90% per gli altri tre mesi e il 50% per i sei mesi successivi e la durata massima della malattia non deve superare i 18 mesi. In caso di assenza per 10 giorni il docente ha diritto al trattamento base escluso il trattamento economico tabellare iniziale e di sviluppo economico, oltre alla tredicesima e alla retribuzione di anzianità. L’art. 71 del Decreto Legge 112/2008 stabilisce nel dettaglio la questione e prevede inoltre che dall’undicesimo giorno di malattia vengono applicate le disposizioni del CCNL di riferimento quindi scatta la retribuzione piena. La decurtazione prevista per i primi 10 giorni di malattia non è applicata in caso di infortunio sul lavoro a causa di servizio, ricovero ospedaliero o in day hospital, assenze per patologie gravi.

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Orari visite fiscali docenti

Dal 1° settembre 2018 sono cambiati gli orari delle visite fiscali che si svolgono anche in caso di assenze della durata di un giorno e la competenza non è più dell’ASL ma del Polo Unico visite fiscali INPS. Gli orari sono validi tutti i giorni inclusi giorni non lavorativi e festivi e sono la mattina dalle 9 alle 13 e il pomeriggio dalle 15 alle 18. In caso il lavoratore debba allontanarsi per visite mediche e giustificati motivi, deve comunicare all’amministrazione la fascia oraria in cui è a casa.

Malattia d’ufficio docenti

I docenti che si trovano in condizioni di salute che gli impediscono di svolgere correttamente la propria mansione possono essere destinati ad altri incarichi senza la decurtazione dello stipendio. L’art. 23 del CCNL Scuola prevede infatti che il personale docente inidoneo alla funzione per motivi di salute può, previa richiesta, essere spostato e collocato fuori ruolo oppure in altri uffici tenendo conto della preparazione culturale e professionale.



Il Direttore regionale dispone la nuova collocazione sulla base dei criteri che sono definiti dal contratto integrativo nazionale.

 

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