Numero massimo di studenti per aula, normativa e rapporto alunni e superficie classe

Il numero massimo e minimo di alunni per la formazione delle classi è un tema sempre dibattuto ed è anche al centro del programma scuola del Movimento 5 Stelle. Passare dalle parole ai fatti è il prossimo passo del M5S che vuole eliminare le “classi pollaio”.



 

Quanti studenti possono stare un una classe

La normativa vigente in materia di formazione delle classi prevede regole diverse in base al grado e all’ordinamento. Il Dirigente Scolastico in fase di assegnazione deve tenere conto dei seguenti limiti:

  • Scuola dell’infanzia: 18-26 alunni per classe;
  • Scuola primaria: 15-26 alunni per classe. Il numero minimo è di 10 nelle scuole nei comuni di montagna, nelle piccole isole e nelle aree geografiche con minoranze linguistiche;
  • Scuola secondaria di I grado: 18-27 alunni per classe;
  • Scuola secondaria di II grado: 27-30 alunni per classe.

Indipendentemente dall’ordine e dal grado, i limiti da rispettare sono di 20 studenti in caso sia presente un alunno con disabilità. In caso di necessità il Dirigente Scolastico può derogare i limiti del 10%, per questo ci sono classi con 27 o 30 studenti, ovvero il “fenomeno delle classi pollaio”.

Numero massimo di studenti per aula

La normativa di riferimento

La normativa di riferimento che stabilisce il numero minimo e massimo di studenti per aula è il D.M. 18/12/1975 e il D.M. 26/08/1992. Il primo si occupa di stabilire quali sono le norme tecniche relative all’edilizia scolastica inclusi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia e urbanistica che devono essere osservati nell’esecuzione delle opere scolastiche. Nello specifico riporta le questioni di carattere igienico-sanitario, i cui controlli sono affidati alle A.S.L. di riferimento. Il secondo decreto ministeriale specifica quali sono le norme per la prevenzione degli incendi, in questo caso i controlli sono demandati ai Vigili del Fuoco.

Qual è la distanza minima tra il banco di uno studente e l’altro?

Il D.M. del 18 dicembre 1975 stabilisce che la distanza minima tra il banco di uno studente e l’altro è di 1.96 mq. Il decreto però è vincolante per le scuole secondarie di secondo grado che sono state progettate ed edificate dopo l’entrata in vigore dello stesso. Per le scuole che esistevano già si tratta di un valore meramente indicativo e sono ammesse delle deroghe autorizzate dalla A.S.L. competente per territorio previa verifica dei locali scolastici.

Rapporto tra alunni e superficie della classe

Il D.M. 18/12/1975 prevede inoltre che le aule scolastiche abbiano un’altezza non inferiore a 3 metri e che il rapporto alunni/superficie deve essere di 1.80 mq nelle scuole materne, elementari e medie, di 1.96 mq nelle scuole superiori. Dal calcolo sono esclusi gli arredi, ovvero la cattedra, gli armadi e altri oggetti presenti nell’aula. Facendo un esempio concreto, se in una classe di scuola elementare ci sono 25 alunni e l’indice è di 1.80 mq, la superficie minima al netto degli arredi (sono esclusi dal calcolo solo i banchi e le sedie) è di 45 mq (1.80*45) per un’altezza di 3 metri.



Novità dal governo

La Commissione Cultura del Governo ha preso in esame la proposta di legge della deputata grillina Lucia Azzolina ma i tempi per l’entrata in vigore sono piuttosto lunghi. La norma, secondo Azzolina è necessaria per evitare il sovraffollamento delle classi e non svilire il lavoro degli insegnanti, costretti a trattare gli studenti come “numeri”. Se la proposta di legge sarà approvata le classi di ogni ordine e grado saranno composte da 22 alunni, un limite che scende a 20 in presente di studenti disabili ed elevabile a 23 solo in casi particolari. Il problema è che riducendo il numero degli studenti per classe aumenteranno le sezioni e si dovranno impiegare più insegnanti. L’approvazione è legata alla copertura finanziaria per questo si parla di un primo slittamento al prossimo anno scolastico.

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