Più di 100.000 candidati per il Concorso docenti 2019

Quello Scuola Docenti 2019 di cui a breve uscirà il bando ha proprio tutti i “numeri” per essere un Concorsone.



C’è grande attesa per questo concorso, anche perché la platea dei potenziali candidati è stata estesa rispetto al passato, dando l’accesso a laureati (anche privi del requisito del servizio prestato), precari con tre anni di servizio e docenti abilitati. Secondo le stime i partecipanti al bando potranno essere più di 100 mila, mentre non si conosce ancora con certezza il numero dei posti che il bando metterà a disposizione.

Concorso docenti 2019

Attesi 100.000 candidati per il Concorso Docenti 2019

Il concorso Scuola Docenti si inserisce nell’ambito della Riforma dei concorsi pubblici, e- come ha ribadito il Ministro Bussetti- ha come obiettivo principale quello di inserire docenti più giovani (under 30) all’interno delle istituzioni scolastiche.

Questo sarà possibile se si snelliscono e si rendono più semplici le procedure concorsuali per accedere alla professione di insegnante, e si disciplina il FIT (l’anno di prova) stabilendo che possa essere ripetuto una volta. Intanto ci sono alcune novità in questo concorso docenti scuola 2019, e cioè: l’esenzione dai 24 CFU dei docenti che abbiano raggiunto tre anni di servizio, nessuna richiesta di CFU per gli abilitati e riserva nella misura del 10% sui posti totali per quei docenti in possesso dei tre anni di servizio. Ma come ribadito dal Ministro non si farà più il concorso straordinario docenti 36 mesi di servizio.

Nessun limite di età per partecipare al concorso

Le recenti dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Istruzione Bussetti circa la volontà di far entrare il prima possibile i giovani docenti nel sistema scolastico (senza più passare attraverso lunghi anni di precariato o altri percorsi sottopagati) lasciano intendere che nel bando del prossimo Concorso Scuola Docenti 2019 non sarà fissato alcun limite di età per i partecipanti.

Il concorso torna quindi ad essere abilitante, evitando così che i neolaureati debbano forzatamente intraprendere percorsi di specializzazione per salire in cattedra. Il progetto del Ministro è senz’altro valido, ma forse non attuabile nel breve termine, visto che bisogna “sfoltire” il precariato storico, formato da docenti che di anni ne hanno ben più di trenta!



Altro elemento a favore dello sbarramento del limite di età viene dal fatto che è un controsenso far acquisire i 24 CFU in discipline pedagogiche, metodologiche e tecnologie didattiche per poi introdurre successivamente una limitazione in base all’età dei partecipanti.

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