Precario un insegnate su quattro, le previsioni della UIL

La Uil riparte dalle assemblee di Milano e Firenze perché il pessimismo non serve e ci sono decisioni che vanno prese subito. Il 2019 sarà l’anno dei bandi e dei concorsi a scuola ma un insegnante su quattro è precario.



Precari a scuola, guinness negativo per il governo giallo-verde

Il governo Salvini-Di Maio potrebbe essere ricordato in futuro per il record assoluto di precari nel settore scuola. Pino Turi, segretario generale Uil Scuola sostiene che si può intervenire perché non è nelle intenzioni del sindacato creare allarmismi, ma è necessario intervenire adesso e non a settembre. Potrebbero esserci almeno 200mila insegnanti precari a fronte di 800mila insegnanti di ruolo tra quota 100, pensionamenti e mancate immissioni in ruolo. Occorre dunque emettere un provvedimento d’urgenza per mettere in atto una fase transitoria di reclutamento. Dopo la manifestazione del 20 dicembre, la Uil Scuola è scesa in piazza a Milano e Firenze insieme ai precari della scuola per condividere la nuova proposta di reclutamento coerente con il modello approvato con la Legge di Bilancio.

Uil scuola

La proposta di Uil scuola

La Uil Scuola intende dare continuità alle operazioni di scorrimento delle graduatorie del concorso 2016 con i docenti idonei che attendono l’immissione in ruolo, inoltre vuole “scongelare” i posti riservati ad eventuali ricordi che bloccano di fatto la finalizzazione dei concorsi e l’immissione in ruolo e quindi scorrere le graduatorie del concorso 2018.



La proposta della Uil Scuola è quella di attivare un concorso simile a quello del 2018 per i docenti che hanno svolto 36 mesi di servizio e non hanno l’abilitazione e sono attualmente in servizio nelle sedi del Nord Italia. Pino Turi, è convinto che attivando queste misure si possono creare nuove condizioni per una programmazione efficiente e per passare al sistema unico del concorso così come intende realizzarlo il Ministro Bussetti. Il segretario della Uil Scuola precisa inoltre che non si tratta di una sanatoria ma di un vero e proprio concorso per titoli e colloquio. Investire sul personale che fa funzionare la scuola è l’unico modo per ripartire.

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