Quota 100, chi va in pensione nella scuola, tutti i numeri

Il 28 Febbraio scorso sono scaduti i termini per poter presentare domanda di pensionamento nel settore Scuola con i requisiti fissati da Quota 100. Secondo i dati diffusi dall’INPS la platea prevista per il 2019 è di circa 290 mila persone, e se si procede con questo ritmo sostenuto di richieste il “traguardo” potrebbe essere raggiunto in meno di 4 mesi.



Pensione Quota 100 a Scuola

Chi può aderire alla misura “Quota 100”? Due sono i requisiti fondamentali che bisognava possedere al momento della presentazione della domanda di pensionamento: aver compiuto 62 anni e aver maturato 38 anni di contributi. Migliaia di lavoratori del comparto pubblico e privato potranno quindi andare in pensione nel triennio 2019-2021, prima del termine fissato dalla precedente legge Fornero. Le domande presentate per quota 100 Scuola nel Sud Italia ammontano a 32 mila, in netto vantaggio rispetto al Nord (dove se ne contano circa 28 mila).

Quota 100

Le pensioni “quota 100” verranno erogate ai beneficiari a partire dal 1° Aprile prossimo. Successivamente si procederà anche alla valutazione del costo di questa misura per capire quanto lo Stato ha speso per attuarla.

Fuga di Medici ed Insegnanti

Il rischio di collasso nelle scuole, nelle Asl e negli ospedali è molto alto: sono tantissime le domande giunte sino ad oggi, e la fuga per i pensionamenti quota 100 vanno ad aggravare una situazione già precaria a causa del blocco delle assunzioni e la carenza di personale medico e paramedico. Da parte di insegnanti e docenti universitari sono pervenute al momento ben 13.887 domande, mentre dal comparto della Pubblica Amministrazione ne sono arrivate complessivamente 28.738.



Come colmerà la Scuola questa carenza di personale?

Il Ministro dell’Istruzione Bussetti ha rassicurato circa il regolare avvio del prossimo anno scolastico a Settembre. Le domande sono state inviate, ora INPS e scuole dovranno procedere alla valutazione delle stesse, entro il termine del 31 Maggio prossimo. Stando a ciò che afferma la FLC CGIL, non ci dovrebbero essere problemi perché i posti liberi potranno essere coperti dall’assunzione di altrettanti supplenti.

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