Riscatto della laurea: dimezzati i costi per gli under 45

Anche se è risaputo che conviene effettuare il riscatto della laurea ad inizio della carriera, in realtà non sempre si possiedono le risorse necessarie per farlo, ed allora si rimanda ulteriormente. Chi arriva alle soglie della pensione si trova dinanzi una spesa non indifferente.



Per favorire i più giovani ed evitare che paghino dal punto di vista contributivo per la precarietà economica sofferta negli ultimi anni, il Governo ha varato una misura che prevede un’agevolazione per gli under 45 che intendono riscattare gli anni dell’università. Ecco in cosa consiste nello specifico.

Riscatto della Laurea

Il “decretone” varato dal Governo ha previsto una ridotta contribuzione per coloro che hanno fino a 45 anni di età. L’importo annuo da pagare per ciascun anno di studio è di 5.241,30 euro. Il provvedimento non è stato ben visto dagli over 45, che invocano il medesimo trattamento contributivo per il riscatto della laurea. La replica del Governo è stata: “non vi sono le coperture finanziarie per estendere a tutti la misura”.

Riscatto della Laurea

Pensioni quota 100

Nuove misure anche sulle pensioni. Si può andare in pensione a 62 anni se si hanno all’attivo 38 anni di contributi. Il riscatto ora è flessibile, nel senso che i laureati under 45 assunti dal 1996 potranno decidere quanto versare all’Inps: sarà possibile coprire buchi contributivi per cinque anni al massimo. Visto che ogni anno di studio potrà corrispondere ad un anno di lavoro, si potrà andare in pensione in base agli anni di studio, comunque 4 o 5 anni prima rispetto al tempo limite. I periodi universitari da poter riscattare sono: i diplomi universitari (di durata tra i due e i tre anni), diplomi di laurea con durata tra quattro e sei anni, diplomi di specializzazione biennale, lauree triennali, dottorati di ricerca, lauree specialistiche di durata biennale.

Conviene il riscatto della laurea se si ha meno di 45 anni

Lo sconto contributivo per gli under 45 andrà ad avvantaggiare chi guadagna di più e avrebbe dovuto pagare di più sulla base del reddito. Un lavoratore che guadagna 40 mila euro con tale agevolazione paga il 60% in meno della cifra che avrebbe pagato prima, 13.200 euro annui.



Il calcolo dell’importo è rapportato al 33% del minimo imponibile contributivo di artigiani e commercianti.

 

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