Scuola delle conoscenze VS scuola delle competenze

Nell’articolo andremo a descrivere ad affrontare la separazione tra conoscenze e competenze nel mondo della scuola. Molto spesso leggiamo articoli e ci confrontiamo con due realtà dicotomiche presenti nello “statuto costituzionale” della scuola italiano: da un lato abbiamo coloro che tifano per una scuola della conoscenza e dall’altro invece troviamo coloro che auspicano sempre più ad una scuola che sviluppi competenze.



La Scuola delle conoscenze e la scuola delle competenze

Questa dicotomia si poggia su un corollario di base che riconosce nella scuola basata sulle conoscenze il privilegio di una scuola colta, meglio dire di élite (identificabile nei percorsi liceali) che fornisce saperi di eccezione e di contro nella scuola basata sulle competenze una scuola di serie B che rinuncia alla cultura per qualcosa di prettamente pratico e immediatamente utilizzabile (identificabile nei percorsi professionali).

Scuola delle conoscenze

Conoscenze e competenze

Per capire dov’è la verità bisogna partire con il leggere le Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 aprile 2008 – Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli che spiegano in modo dettagliato il significato dei due termini:
• “Conoscenze”: indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche.
• “Competenze” indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termine di responsabilità e autonomia.



Finalità della scuola nel processo di educazione

Partendo dall’analisi di queste due definizioni mi sento di definire artefatta la diatriba tra coloro che simpatizzano per le conoscenze e coloro che invece lo fanno per le competenze perché non può esserci separazione tra i due concetti perché nello sviluppo di entrambi si raggiunge l’obiettivo finale della scuola: l’educazione dell’alunno.

Le conoscenze vengono prima delle competenze, perché va da sé che non possono risolversi problemi concreti se non abbiamo delle conoscenze sugli stessi. Viceversa se conosco solo i contenuti di qualsiasi disciplina, ma poi non so utilizzarli, la mia cultura resta fine a se stessa e sicuramente non mi consentirà di affrontare le sfide della realtà quotidiana.

Pertanto l’assunto è che può esserci conoscenza senza competenza, ma non può esserci competenza senza conoscenza, al massimo si potrebbe parlare solo di abilità.

La didattica per competenze e il compito autentico

La didattica per competenze nasce come risposta alle richieste delle sfide contemporanee in cui, nel mondo del lavoro, sono richieste sempre più persone competenti che abbiano ottime capacità di risoluzione dei problemi (problem solving).

L’espressione massima di una didattica per competenze è sicuramente il compito autentico: dopo aver acquisito tutte le conoscenze gli alunni vengono posti di fronte ad una situazione problematica reale, che devono affrontare e che riusciranno ad affrontare solo facendo perno sulle conoscenze acquisite.
La didattica per competenze diviene pertanto una didattica che coinvolge direttamente lo studente, lo porta a misurarsi con le sue reali capacità e conoscenze, aiuta L’alunno ad identificare i propri limiti e lo spinge a superarli ed è sicuramente una didattica che pone le sue radici nella necessità dello sviluppo anche delle nostre intelligenze multiple.



Caratteristiche della didattica per competenza

La didattica sulle competenze si basa su alcuni aspetti fondamentali:
1. la valorizzazione dell’esperienza attiva dell’allievo (lavoriamo su esperienze vissute);
2. l’apprendimento induttivo (si parte dal problema per arrivare a conoscere le diverse strategie di risoluzione);
3. la valorizzazione dell’apprendimento tra pari e con modalità cooperative;
4.l’assunzione di responsabilità di fronte ai compiti assegnati (che possono essere risolti in autonomia o in gruppo);
5. la centralità dell’alunno nel processo di apprendimento

 

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