Sostegno: quando e come preparare un Pdp (Piano didattico personalizzato)

I docenti sono tenuti a progettare e programmare alcune attività specifiche da svolgersi durante l’anno scolastico, come i viaggi di istruzione e le uscite didattiche. Ma non solo: è importante che questi redigano anche documenti che riguardano alunni con disabilità, e cioè quelli che presentano disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) o che abbiano bisogni educativi speciali (BES). Per i primi, in particolare, è prevista la stesura di un piano didattico personalizzato (PDP).



Che cos’è il Piano Didattico Personalizzato (PDP)

Gli alunni con disabilità hanno bisogno di essere particolarmente seguiti dai docenti affinché non incontrino difficoltà durante il percorso scolastico: per questo la normativa di riferimento ha stabilito la predisposizione di programmi specifici da parte dei docenti su posto comune. Uno di questi è il piano didattico personalizzato (PDP) che viene previsto obbligatoriamente per gli alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e che contiene gli strumenti e le misure che servono all’alunno per portare a termine con successo il percorso di studio. Questo documento formale va presentato anche durante le verifiche e gli esami finali.

Scadenza Piano didattico personalizzato

La normativa in materia (legge n. 170/10; decreto attuativo n.5669/11; Linee guida annesse) ha stabilito dei tempi che il docente è tenuto a rispettare nella predisposizione del PDP. Il documento va redatto entro i primi tre mesi dell’anno scolastico e comunque entro i tre mesi che decorrono dalla diagnosi della patologia consegnata a scuola.

Bisogni educativi speciali (BES) e PDP

Piano didattico personalizzato

Vi sono dei casi in cui la predisposizione del Piano didattico personalizzato (PDP) non è obbligatoria, ma può essere decisa dal Consiglio di classe anche per brevi periodi durante l’anno scolastico. Nei confronti degli alunni con BES (bisogni educativi speciali), diagnosticati o meno, può rendersi necessario un piano didattico personalizzato (PDP) il cui contenuto varia a seconda della categoria di BES.

La direttiva ministeriale emessa in data 27 dicembre 2012 ha suddiviso i BES in tre distinte sottocategorie:

  1. Disabilità
  2. Disturbi specifici di apprendimento (DSA) ed evolutivi specifici
  3. Svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale.

Nella categoria dei BES rientrano deficit delle abilità non verbali, del linguaggio, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD), e altri casi da ricondursi a disagi linguistici, culturali e sociali (ad esempio minori che vivono situazioni di disagio o che sono arrivati in Italia dai loro Paesi di origine da poco tempo). Per i BES in genere va predisposto un Piano Educativo Individualizzato (PEI) preceduto, la prima volta, da un Profilo Dinamico Funzionale (PDF).



Normativa PDP e percorsi di individualizzazione e personalizzazione

Singole modalità di intervento per gli alunni disabili sono state individuate nella C.M. 8/13 e nella nota n. 2563/13, mentre i percorsi di individualizzazione e personalizzazione quale appunto il PDP sono disciplinate dal D.P.R. n. 275/99 e nella legge n. 53/03.

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